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Spazio

La collaborazione spaziale tra Italia e Kenya ha una storia di oltre sessant’anni e ruota principalmente intorno al Centro Spaziale Luigi Broglio (Broglio Space Centre – BSC) di Malindi.

Essa risale ai primi anni Sessanta, quando il progetto San Marco, promosso dall’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” in collaborazione con l’Aeronautica Militare Italiana, sotto la guida del professor Luigi Broglio, che ricopriva contemporaneamente anche il ruolo di Generale dell’Aeronautica Militare, portò, con il supporto anche della NASA, alla realizzazione di una base di lancio in prossimità dell’Equatore. Il complesso era costituito da due piattaforme marine posizionate al largo della costa di Malindi e da una stazione per il controllo e il tracciamento dei satelliti situata sulla costa. Tra il 1967 e il 1988 furono effettuati complessivamente nove lanci orbitali e 18 sub-orbitali.

L’Accordo originale della collaborazione Italia-Kenya fu siglato tra l’Università di Roma “La Sapienza”, in rappresentanza del governo italiano, e l’allora Royal Technical College, oggi Università di Nairobi, in rappresentanza del governo del Kenya. L’Accordo fu poi rinnovato nel 1987.

La cooperazione è stata successivamente regolata da un Accordo Intergovernativo, firmato nel 1995. Un secondo accordo, in vigore dal 16 dicembre 2020, regolamenta oggi l’utilizzo del Centro Spaziale per finalità pacifiche e rafforza la cooperazione scientifica e tecnologica. Prevede inoltre protocolli attuativi dedicati alla formazione del personale, all’accesso ai dati scientifici e di osservazione della Terra, alla creazione di un Centro Regionale di Osservazione della Terra, alla telemedicina e al sostegno allo sviluppo dell’Agenzia Spaziale del Kenya.

L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la Kenya Space Agency svolgono un ruolo centrale nell’attuazione dell’accordo e nella gestione del Broglio Space Centre.

Il Centro fornisce servizi di supporto alle operazioni satellitari, acquisizione di dati e telerilevamento, oltre a programmi di formazione e capacity building. Negli ultimi anni Malindi è diventato anche un polo per la formazione spaziale e per iniziative rivolte più ampiamente ai Paesi africani.